Le apparecchiature per l'applicazione “misto-aria”
Queste apparecchiature sommano i vantaggi ottenibili dall'impiego di un aerografo a quelli derivati dall'atomizzazione con sistemi airless (i più diffusi, insieme ai tradizionali aerografi, fino a qualche tempo fa nella verniciatura di serramenti, entrambi però caratterizzati da un'efficienza di trasferimento più bassa) cercando di superare i difetti intrinseci ai due sistemi. In pratica si atomizza la vernice con un sistema airless (pompa uguale), ma si migliora la polverizzazione e distribuzione della vernice, portando aria ai lati dell'ugello secondo lo stesso principio degli aerografi (pistola diversa).
Nei sistemi airless, per avere una discreta uniformità di distribuzione delle goccioline all'interno del getto, è necessaria un'alta pressione. Il sistema misto aria è nato per avere un buona omogeneità all'interno del getto anche con pressioni più basse e quindi con un'efficienza di trasferimento migliore; infatti essendo minore la pressione, e quindi la velocità delle goccioline, si avrà un minor rimbalzo della vernice sul pezzo e quindi un minor spreco.
Le apparecchiature per l'applicazione elettrostatica
La spruzzatura elettrostatica sfrutta il principio secondo il quale particelle caricate di segno opposto si attraggono, mentre particelle caricate dello stesso segno si respingono. In pratica l'apparecchiatura consta di una pompa airless e di una particolare pistola collegata ad un apparecchio elettrico. Attraverso diversi sistemi (captazione o induzione), sulla gocciolina di vernice che esce dall'ugello vengono deposte una serie di cariche elettriche di segno uguale.
Questo fatto genera due fenomeni, parimenti desiderabili in fase di verniciatura:
all'interno della gocciolina si produce una pressione, dovuta al fatto che cariche di segno uguale tendono a respingersi e quindi si ha un'ulteriore suddivisione della gocciolina. Tale ulteriore atomizzazione è indipendente dalla pressione di spruzzatura e quindi si può ottenere una buona polverizzazione anche a pressioni basse, con un minor spreco dovuto al rimbalzo della vernice sul pezzo;
inducendo sul pezzo da verniciare una carica elettrostatica di segno opposto (o comunque un minor potenziale elettrostatico), le goccioline di vernice che passano nei dintorni verranno attirate. Si ha quindi un maggior avvolgimento del pezzo, che risulterà verniciato anche nella parte posteriore a quella su cui si sta spruzzando la vernice, con conseguente ulteriore riduzione dello spreco.
Il sistema elettrostatico, per le sue caratteristiche tecniche ed economiche, viene largamente impiegato nella verniciatura di serramenti in serie, tramite montaggio su reciprocatori e sistemi di lettura delle dimensioni dei pezzi, anche se ultimamente l'avvento dei sistemi di recupero delle vernici ha reso meno importante l'aspetto dell'efficienza di trasferimento.
Le apparecchiature per l'applicazione ad immersione
Questo sistema di verniciatura è concettualmente molto semplice e consiste nell'immergere i pezzi in una vasca nella quale è contenuto il prodotto verniciante.
L'attrezzatura utilizzata in questo caso, la vasca, è semplicissima, mentre la difficoltà sta nella formulazione dei prodotti vernicianti, i quali devono scorrere lungo il pezzo senza creare cordonature, festoni o punti di maggior accumulo. Attualmente questo sistema di applicazione viene utilizzato soprattutto per l'applicazione degli impregnanti sui manufatti di legno destinati all'esterno. Infatti con questa tecnica si favorisce l'entrata del prodotto in tutti i punti del pezzo, indipendentemente dalla sua costruzione geometrica. Inoltre gli impregnanti, avendo un residuo solido basso (10-20%), ben si prestano a questa tecnica, scorrendo con facilità sul pezzo. Se sono ben formulati lasciano pellicole molto uniformi e ben penetrate nel legno. Importante per la gestione di questo sistema è la miscelazione del prodotto in vasca. Se la vasca ha grandi dimensioni la miscelazione del prodotto deve essere continua.
Le apparecchiature per l'applicazione “flow-coating”
Si tratta di un sistema concepito per eliminare alcuni difetti dell'applicazione ad immersione e contemporaneamente migliorarne i pregi.
Consiste in un'apparecchiatura che irrora a bassa pressione, attraverso degli ugelli, il prodotto verniciante sul pezzo.
I pezzi vengono di norma trasportati con un sistema automatico in continuo all'interno dell'impianto, dove vengono completamente ed abbondantemente irrorati con il prodotto verniciante. L'apparecchiatura prevede un sistema di raccolta del prodotto eccedente il quale, sgrondato dal pezzo, ritorna nel serbatoio dal quale è stato prelevato. Queste attrezzature hanno ormai una notevole diffusione presso i serramentisti.
Il micrometro
Il micrometro non è uno strumento per l'applicazione della vernice, ma un apparecchio che consente di misurare lo spessore umido del prodotto applicato. Nei laboratori di falegnameria si costruiscono manufatti con una precisione millimetrica, ma spesso la vernice viene applicata “ad occhio”, senza adottare criteri quantitativi che possano individuare Io spessore di vernice deposta e quindi lo spessore della pellicola che ne deriverà ad essiccazione avvenuta. Eppure questo è un parametro molto importante ai fini della qualità globale di un pezzo, per cui l'uso del micrometro, seppur con i suoi limiti di imprecisione nella misurazione, può risultare comunque molto utile.
Si tratta normalmente di una piastra metallica con una o più scale di misurazione. Ciascuna scala prevede due dentini ai lati, che hanno la stessa lunghezza e definiscono il piano di quota. In mezzo a questi ci sono altri dentini con distanze crescenti rispetto al piano di quota.
Si appoggia dunque il micrometro sulla superficie su cui è stata appena applicata la vernice, che si trova ancora allo stato umido; i due dentini laterali di riferimento si bagneranno e così pure i dentini che hanno una distanza dal piano inferiore allo spessore applicato.