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Il legno verniciato nel progetto

 

Quando si progettano costruzioni in legno bisogna aver ben presente quali saranno le loro sollecitazioni e le loro problematiche in funzione dei fenomeni degradativi che dovranno subire in modo da adottare adeguati rimedi protettivi.

Le linee guida di questo principio sono inserite nella norma “Norma UNI EN 335” (durabilità del legno e dei materiali derivati dal legno - definizione delle classi di rischio di attacco biologico) del 1992 la quale enuncia le classi di rischio in funzione della sua collocazione elencando la seguente suddivisione:

 


Classe di rischio
 

 
Situazione del legno in opera
 


Esposizione a umidificazione


Umidità del legno

 Agenti biologici

Funghi

Insetti

Carie

Carie soffice

Azzurramento

Coleotteri

Termiti

Organismi marini  

 1

Non a contatto del terreno e al coperto 

Permanentemente secco

< 18 %

 

 

 

L

 

 2

Non a contatto del terreno e al coperto 

Umidificazione occasionale

Occasionalmente > 20%

X

 

X

X

L

 

 3

Non a contatto del terreno e non al coperto 

Umidificazione frequente

Frequentemente > 20%

X

 

X

X

L

 

 4

Nel terreno e/o in acqua dolce 

Umidificazione permanente

Permanentemente > 20%

X

X

X

X

 

 5

 In acqua di mare

Umidificazione permanente

Permanentemente > 20%

X

X

 

 

Quando si parla di verniciatura è utile chiarire che essa ha un ruolo fondamentale nelle prime 3 classi di impiego, mentre poco o nulla può fare per le successive due classi (classe 4 e classe 5).

In questi casi si devono impiegare legni di elevata durabilità naturale (vedi norma EN 350).

Legni meno durabili possono essere talvolta impiegati ma solo previo trattamento con preservanti che entrano in profondità da applicare sottovuoto ad alta pressione o per immersioni prolungate di almeno 12 giorni; i preservanti più conosciuti sono il Cresoto il Pentaclorofenolo ed il Boro ma il loro impiego pone questioni di tossicità ambientale e problematiche di tipo estetico (vedi il pino impregnato in autoclave che assume il classico colore verde).

Per quanto riguarda invece le classi 1-2-3 è utile specificare quanto segue.

Nella “Classe di Rischio 1” si comprendono i mobili ed arredi interni per i quali la vernice deve avere funzioni estetiche e di protezione dalle sollecitazioni chimiche e meccaniche.

Nei confronti dei problemi legati all'umidità non ha ruolo alcuno da svolgere, in quanto in tali situazioni nel legno non supera mai il 18%, soglia oltre la quale, come vedremo, iniziano tutti i problemi di conservazione.

Nella “Classe di Rischio 2” il legno è al coperto dalla pioggia e gli altri agenti meteorici diretti ma a causa di una elevata umidità ambientale può occasionalmente avere una umidità superiore al 20%.

È questa una classe poco frequente di rischio che potrebbe corrispondere al legno esposto all'esterno ma al coperto come ad esempio tavoli e sedie da giardino collocate sotto un gazebo coperto.

Un'altra struttura che ha una classe di rischio di questo tipo è la parte esterna del tetto in legno che naturalmente non dovrebbe (eccetto le teste dei travi e la mantovana) ricevere mai direttamente la pioggia.

All'interno di una casa potrebbe corrispondere ad un sottotetto non abitato e non ventilato e comunque a un qualche difetto costruttivo.

Affinché il legno assuma una umidità superiore al 20% bisogna che per molti giorni si abbia nel locale un'umidità relativa superiore all'80% o che il legno sia in appoggio a punti in cui si può formare condensa; entrambe le situazioni andrebbero risolte dal punto di vista progettuale creando una giusta ventilazione.

In generale comunque nella classe di rischio 2 la verniciatura può dare un importante contributo per la durata dell'opera.

Il ciclo di protezione deve quindi esser dimensionato non solo secondo i canoni estetici ma anche controllando la sua capacità di limitare l'assorbimento di umidità da parte del legno e soprattutto essere preventivamente efficace contro l'attacco da funghi cromogeni e xilofagi.

Nella “Classe di Rischio 3” troviamo tutti i manufatti in legno che si trovano all'esterno delle pareti di un edificio, quali poggioli e rivestimenti di facciata oltre ai manufatti completamente esposti agli agenti atmosferici, che non abbiano però un diretto contatto con il terreno, come arredi esterni, ponti, gazebo, pergole, giochi per bambini, case di legno, panchine ecc.

Per quanto riguarda i serramenti esterni, essi possono essere considerati nella Classe 2 oppure 3 seconda della copertura a protezione prevista in progetto.

 

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