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Direttiva europea sui prodotti da costruzione 89/106/CEE

Esempio di marcatura CE


0123

AnyCo Ltd. P.O. Box 21.B - 1050
01
0123-CPD-001

EN 1342:2001
Cubetti di pietra naturale per uso pedonale e veicolare

Resistenza a compressione: 36 Mpa
Resistenza a compressione: 32 Mpa
(dopo prova di gelo/disgelo)Scivolosità: 45
Resistenza antisdrucciolo: 45
Abrasione: NPD

La direttiva in questione parte dal presupposto che all'interno degli stati membri è fondamentale che le opere edili siano concepite e realizzate in modo da garantire la sicurezza di persone, animali domestici e beni, pur soddisfacendo i requisiti essenziali di interesse generale e che, quindi, tutti i prodotti ad esse destinati contribuiscano a far sì che tali requisiti siano soddisfatti, qualora essi siano inglobati in opere adeguatamente progettate o costruite. Essa quindi si rivolge non solo al mondo del serramento, bensì a tutti i materiali da costruzione, in essa definiti, all'interno dell'articolo 1, come tutti quei prodotti destinati ad essere incorporati stabilmente nelle opere da costruzione, siano esse edifici od opere d'ingegneria civile.

Ciò fa si che essa dia origine e norme riguardanti un'enorme varietà di prodotti, dai tasselli per ancoraggio strutturale alle pavimentazioni lapidee, dai laterizi ai manufatti prefabbricati in calcestruzzo, dalle scale ai serramenti, venendo alla fine ad abbracciare più di 600 differenti famiglie di prodotti.

Tale direttiva nasce inoltre dalla necessità di uniformare, all'interno della comunità, le basi su cui si fondano le norme inerenti ai prodotti da costruzione, in quanto la diversità tra le norme dei vari stati ostacola gli scambi all'interno della comunità, in aperto contrasto con i principi fondamentali della Comunità Europea.

In essa gli organismi preposti ad adottare la necessarie norme armonizzate a livello comunitario sono il Cen (Comitato Europeo per la Standardizzazione) e il Cenelec (Comitato Europeo di Normalizzazione Elettrotecnica).

Inoltre si stabilisce che un prodotto da costruzione è considerato idoneo all'uso qualora dimostri di essere conforme ad una norma armonizzata, che tali prodotti debbano essere facilmente riconoscibili tramite l'apposizione della marcatura CE e che (naturalmente quando per un determinato prodotto sia disponibile la normativa armonizzata) solo i prodotti riportanti tale marcatura possano circolare all'interno del territorio della comunità.

Per uniformarsi al principio del libero scambio si impone agli stati membri il divieto di ostacolare la libera circolazione dei prodotti conformi alla direttiva tramite norme nazionali imposte da organismi pubblici o privati, pur permettendo loro di fissare all'interno del loro territorio le eventuali classi pre-stazionali da assegnare ai singoli prodotti. Viene inoltre permesso ai singoli stati di definire mediante le proprie leggi interne quali siano i requisiti essenziali ai quali ogni singolo prodotto dovrà rispondere per essere immesso sul mercato, ammesso che tali requisiti siano selezionati tra quelli riportati nella norma di riferimento.

Secondo la direttiva i requisiti essenziali che devono essere soddisfatti da un'opera edile sono i seguenti:

  1. Resistenza meccanica e stabilità: un'opera deve essere concepita e costruita in modo tale che le azioni a cui può essere sottoposta durante il suo ciclo di vita non provochino il suo crollo totale o parziale, deformazioni di portata inammissibile o comunque danni sproporzionati alla causa che li ha provocati.
  2. Sicurezza in caso d'incendio: in caso d'incendio un'opera deve garantire una capacità portante per un tempo determinato, deve garantire una propagazione limitata del fuoco e del fumo sia al suo interno sia alle opere vicine, deve garantire l'evacuazione o il soccorso dei suoi occupanti nonché la sicurezza delle eventuali squadre di soccorso.
  3. Igiene, salute e ambiente: un'opera non deve compromettere la salute o l'igiene dei suoi occupanti o dei vicini, in particolare non deve sviluppare gas tossici, non deve emettere particelle, gas pericolosi o radiazioni, non deve causare inquinamento all'acqua o al suolo, deve eliminare correttamente acque di scarico, fumi e rifiuti e deve evitare la formazione di umidità sulle sue parti.
  4. Sicurezza nell'impiego, l'opera, durante la sua utilizzazione, non deve causare rischi di incidenti quali scivolate, cadute o collisioni, bruciature, folgorazioni o ferimenti.
  5. Protezione contro il rumore: un'opera deve far sì che il rumore al quale sono sottoposti i suoi occupanti o le persone situate nelle sue prossimità non raggiunga livelli inammissibili o comunque tali da disturbare il sonno, il riposo o il lavoro.
  6. Risparmio energetico e ritenzione di calore, tutte le parti che compongono l'opera e che sono direttamente o indirettamente interessate al risparmio energetico o all'isolamento termico devono far sì che il consumo di energia dell'opera in questione sia il più ridotto possibile, senza peraltro pregiudicare il benessere dei suoi occupanti.

Tali requisiti devono essere soddisfatti per un periodo di tempo definito dalla norma come “economicamente ragionevole”, fatta salva naturalmente la normale manutenzione, e quindi tutti i prodotti costituenti l'opera stessa devono presentare caratteristiche tali da contribuire a far sì che essa soddisfi i succitati requisiti essenziali. Al fine di redigere il cosiddetto attestato di conformità, indispensabile perché il prodotto sia presunto conforme alle specificazioni tecniche a esso correlate, la norma stabilisce che vengano applicati i seguenti metodi di controllo della conformità:

  1. Prove iniziali di tipo (definite ITT): da eseguirsi a seconda dei casi da parte del fabbricante o di un organismo riconosciuto. Si tratta in pratica delle prove sul prodotto necessarie a stabilirne le reali prestazioni, che devono essere eseguite con metodologie conformi alle specifiche norme di prova sia che esse vengano eseguite da un laboratorio notificato sia che vengano eseguite dal fabbricante.
  2. Prove successive programmate: da eseguirsi sulla produzione secondo un programma stabilito, a seconda dei casi demandate al fabbricante o ad un organismo riconosciuto.
  3. Prove a sondaggio: da eseguirsi su campioni prelevati in fabbrica, sul mercato o in cantiere, a seconda dei casi demandate al fabbricante o ad un organismo riconosciuto.
  4. Controllo della produzione in fabbrica (definito FPC): a cura del fabbricante. Per sistema di controllo della produzione si intende tutto l'insieme delle operazioni necessarie a garantire che i prodotti continuino a presentare le caratteristiche determinate inizialmente. Tale sistema va documentato per iscritto sotto forma di modalità e procedure, deve permettere la tracciabilità di ogni singolo prodotto e la documentazione ad esso inerente deve essere conservata presso il produttore per un periodo di tempo ragionevole.
  5. Ispezione della fabbrica e del sistema di controllo: a cura di un organismo riconosciuto.
  6. Sorveglianza continua del controllo produzione, a cura di un organismo riconosciuto

Dalle varie combinazioni di tali metodi di controllo nascono i cosiddetti sistemi di attestazione della conformità.

Sono previsti sostanzialmente 6 sistemi di attestazione che vanno dal sistema 1+, che prevede in sostanza l'impiego di tutti i metodi di controllo con il coinvolgimento sia del produttore sia degli organismi riconosciuti e quindi risulta essere il più gravoso in assoluto, al sistema 4, che si limita a prevedere prove iniziali di tipo e controllo della produzione, entrambi a cura del fabbricante senza coinvolgimento di enti riconosciuti.

Per quanto riguarda lo specifico mondo dei serramenti, ricordiamo che le norme ad essi correlate prevedono per la maggior parte di essi, probabilmente a causa del basso impatto di tali manufatti sulla sicurezza e la salute, l'impiego dei sistemi più blandi, e quindi i sistemi che interessano i produttori di tali manufatti risultano essere:

  • sistema 4: prove iniziali di tipo e controllo della produzione a cura del fabbricante (EN13659 oscuranti);
  • sistema 3: prove iniziali di tipo a cura di un organismo riconosciuto e sistema di controllo della produzione a cura del fabbricante (EN 14351-1 finestre e porte pedonali senza caratteristiche di resistenza al fuoco e tenuta al fumo).

A fronte di una corretta procedura di attestazione della conformità il produttore (nella direttiva definito “colui che immette il prodotto nel mercato”) dovrà emettere un attestato di conformità, del quale lui sarà il solo responsabile, a seguito del quale il prodotto in oggetto godrà della cosiddetta “presunzione di conformità”.

È bene ricordare che tale documento (e non la marcatura CE apposta sul prodotto, su di un'etichetta allegata, sull'imballo o sui documenti di trasporto, la quale si limita ad essere in sostanza un semplice label identificativo), è il documento fondamentale, avente valore legale e di responsabilizzazione del produttore. Tale attestato deve essere obbligatoriamente emesso dal produttore, e a fronte di una richiesta deve essere obbligatoriamente fornito e allegato ai documenti di trasporto, reso disponibile alle Pubbliche Autorità competenti ai fini di sorveglianza del mercato e redatto nella lingua del Paese membro nel quale si im­mette il prodotto.

Siti web di informazione per la Marcatura CE

Aedilitia --> http://www.aedilitia.itc.cnr.it/
UNI --> http://www.uni.com/it/
CE --> http://ec.europa.eu/enterprise/construction/index_en.htm
Nando CPD --> http://ec.europa.eu/enterprise/newapproach/nando
CEN --> http://www.cenorm.be/
EOTA --> http://www.eota.be/
TRIS --> http://europa.eu.int/comm/enterprise/tris
Gazzetta Ufficiale della
Repubblica Italiana --> http://www.gazzettaufficiale.it
 

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