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Durabilità naturale del legno

La durabilità naturale e la trattabilità (facilità di impregnazione) di una specie legnosa sono caratteristiche fondamentali per il suo razionale impiego.

La durabilità naturale di una specie legnosa può essere definita come la sua resistenza al degradamento dovuto ad organismi biologici quali insetti, funghi, organismi marini i quali trovano nei costituenti chimici della parete cellulare legnosa (cellulosa, lignina, emicellulose) o nelle sostanze di riserva delle cellule parenchimatiche (zuccheri, amidi) la fonte del loro nutrimento. La durabilità naturale di una specie legnosa solitamente è riferita al durame; la resistenza del durame al biodegradamento è attribuita a sostanze non facenti parte dei componenti strutturali della parete cellulare e denominati “estrattivi” (composti organici come fenoli, tannini, ecc.), che possono essere estratti dal legno con solventi. La durabilità naturale varia tra specie e specie, ma anche nell'ambito della stessa pianta, e deve sempre essere riferita ad una particolare categoria di organismi. Infatti è quasi impossibile che una specie legnosa possa avere lo stesso grado di durabilità naturale nei riguardi di tutti gli organismi degradanti il legno. 

La durabilità naturale del legno è definita secondo norme che stabiliscono i metodi per la determinazione e la classificazione di durabilità naturale del legno agli organismi xilofagi, funghi, insetti (Coleotteri ed Isotteri), organismi marini (UNI EN 350-1 e UNI EN 350-2). La Tabella 1 sintetizza i contenuti di tali norme. Per la durabilità naturale ai funghi da carie, alle termiti, agli organismi marini per le specie legnose a durame differenziato viene considerato solamente il durame, in quanto l'alburno è sempre non durabile, per la durabilità agli insetti (Coleotteri) viene considerato solamente l'alburno in quanto il durame è quasi sempre resistente.

Un'altra caratteristica del legno che deve essere presa in considerazione è la trattabilità, che è la capacità di un legno di essere penetrato dai liquidi, nel caso specifico da un preservante. Attualmente è in implementazione anche una normativa per la determinazione e la classificazione della trattabilità del legno. I vari Istituti di certificazione seguono differenti metodi per determinare la trattabilità del legno, che può essere espressa in termini di ritenzione e/o di penetrazione dei liquidi. La classificazione è riportata nella Tabella 1.

Le classi di rischio di attacco biologico (Tabella 2) definite nelle norme Europee servono invece ad evidenziare quali siano le condizioni di esposizione che possono provocare un attacco da parte dei diversi agenti biologici. Queste indicazioni vengono prese in considerazione anche nelle altre norme (ad es. l'Eurocodice 5 che è relativo alle regole di progettazione e verifica delle strutture in legno) per la definizione delle possibilità di impiego dei diversi prodotti a base di legno (segati e pannelli).


 

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