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Batteri ed organismi marini

 

Testata di abete con "cuore nero"

Alcuni batteri attaccano il legno fresco, poiché non hanno bisogno di ossigeno (sono anaerobi). La loro azione, se protratta per lungo tempo come nel caso di uno stoccaggio in acqua, porta alla distruzione delle membrane delle punteggiature (aumento della permeabilità), al consumo delle sostanze di riserva, alla diminuzione della caratteristiche meccaniche, allo scurimento del colore del legno. Il caso più importante in Italia è l'attacco batterico detto “cuore nero” sul pioppo, in particolare sugli ibridi coltivati. In questo caso, l'umidità del “cuore” è assai elevata, con conseguenti difficoltà di essiccazione, e lo sfogliato ottenuto viene notevolmente deprezzato. Poiché il difetto è molto diffuso ed appare ineliminabile, la gestione del tondame di pioppo è finalizzata al suo contenimento. Un attacco analogo viene spesso segnalato anche per l'abete bianco.

Gli organismi marini più frequentemente segnalati come agenti di degradazione del legno sono le Teredini e la Limnoria. Essi attaccano palificazioni di pontili, legname nei porti, imbarcazioni di legno nelle zone non protette dalla vernice (screpolature). I danni provocati possono essere ingenti, poiché l'estensione delle gallerie può ridurre parecchio la sezione resistente del legno.


 

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