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Legno con struttura anomala   

  

Midollo

E' il nucleo primario intorno al quale si è successivamente sviluppato l'accrescimento della pianta; riduce sensibilmente il pregio dei semilavorati, in quanto nella zona del midollo si concentrano numerosi difetti quali nodi, fessurazioni, marciumi, tensioni interne ecc.

Dal punto di vista istologico, inoltre, il midollo è formato da cellule di parenchima primario, aventi modesta resistenza e durabilità; anche questo fatto contribuisce a far considerare il midollo come una soluzione di continuità dello xilema e, di conseguenza, come un vero e proprio difetto del legno che, in certi casi, deve essere eliminato.

 

Legno giovanile

E' il legno degli anelli annuali più vicini al midollo, che, secondo alcuni autori, viene prodotto di anno in anno da quella porzione di albero in cui si trova la parte ancora vivente della chioma; su questa base essi distinguono quindi il legno formato dalla chioma (appunto il legno giovanile) dal legno formato dal fusto (legno adulto). Tridimensionalmente il legno giovanile costituisce un cilindro centrale detto anche "cuore". Esso si distingue dal circostante legno adulto o maturo per una serie di caratteristiche:

  • minore percentuale di legno tardivo;
  • minore lunghezza delle cellule;
  • maggiore angolo delle microfibrille di cellulosa della parete rispetto all'asse cellulare;
  • minore percentuale di cellulosa e minore grado di cristallinità.

Dal punto di vista tecnologico, le particolarità anatomiche del legno giovanile hanno in genere effetti peggiorativi sulle caratteristiche del materiale, in particolare si evidenza un maggiore ritiro assiale, una minore resistenza meccanica ed anche una minore resa in pasta da cellulosa. Quest'ultimo fatto è di notevole importanza economica, poiché il legno giovanile è percentualmente più abbondante in volume proprio nelle specie legnose a rapido accrescimento, generalmente destinate alla produzione di cellulosa e carta.

Ricerche recenti hanno messo in evidenza come nelle latifoglie la differenza fra legno giovanile e legno adulto sia meno marcata che nelle conifere.

 

  

Legno di reazione

E' quel tessuto legnoso che viene prodotto negli alberi sollecitati asimmetricamente dalla forza di gravità (es. a causa dell'inclinazione del fusto, oppure dell'asimmetria della chioma ecc.).

Nelle conifere il legno di reazione si forma nelle zone del fusto sollecitate a compressione (da cui il nome legno di compressione) mentre nelle latifoglie si forma nelle zone del fusto sollecitate a trazione (per cui è denominato legno di tensione).

Il legno di reazione è ovviamente sempre presente nei rami a causa del loro sviluppo para-orizzontale: nella metà inferiore dei rami di conifere, in quella superiore dei rami di latifoglie. Questa tipica disposizione può essere di aiuto per identificare l'orientazione longitudinale di una tavola.

Il legno di compressione (detto anche "canastro"), rispetto al legno normale di conifera, appare di colore marrone scuro, a causa del maggiore spessore delle pareti e della maggiore abbondanza percentuale di lignina delle cellule che lo costituiscono; per la stessa ragione anche la densità è fmo al 40% più elevata. Le resistenze meccaniche sono maggiori in assoluto, ma inferiori se riferiti all'unità di massa (minore efficienza strutturale del materiale); inoltre, contrariamente a quanto avviene nel legno "normale", non si ha una relazione semplice fra umidità del materiale, massa volumica e resistenza , essendo queste tre grandezze legate in vario modo all'intensità dell'anomalia.

L'inconveniente più grave da un punto di vista tecnologico, comunque, consiste nell'elevato ritiro del legno di compressione in direzione assiale, giustificato dal maggiore angolo formato dalle microfibrille della parete cellulare rispetto all'asse longitudinale della cellula stessa. Tale ritiro, che può raggiungere anche il 10 % in confronto ai valori pari a 0,1-0,5% tipici del legno normale, può dare origine a deformazioni, fessurazioni ed instabilità di forma tali da pregiudicare l'impiego dei semilavorati che presentano il difetto. Il legno di compressione è sgradito anche all'industria cartaria, a causa sia della bassa resa di lavorazione, sia della scadente qualità della pasta da cellulosa ritraibile.

Il legno di tensione è detto anche "legno bianco" o "legno cotonoso" per il suo aspetto macroscopico: una superficie sericea e fibrosa, difficile da levigare perfettamente. Il ritiro assiale, per quanto meno elevato rispetto al legno di compressione, rimane significativamente alto: 1,5 % e più. La lavorabilità dei pezzi affetti da legno di tensione è seriamente compromessa: dall'infissione di chiodi, alla levigatura, alla tranciatura, all'essiccazione.

 


 

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