Anomalie di fibratura
La fibratura ideale dovrebbe essere rigorosamente assiale e parallela in tutto il tronco. In realtà anche nel caso degli assortimenti più regolari, la naturale rastremazione dei fusti comporta inevitabilmente un andamento della fibratura più o meno convergente verso il midollo. Oltre a tale leggera deviazione possono esistere spesso anomalie ben più gravi, in cui la direzione della fibratura si allontana in modo significativo dalla direzione geometrica assiale del tronco. A seconda del tipo e dell'entità dell'anomalia si parla di :
- fibratura elicoidale;
- fibratura intrecciata;
- fibratura irregolare.
Fibratura elicoidale
L'anomalia in questo caso consiste in una torsione della fibratura che può essere quantificata misurando l'angolo formato dalla stessa, osservata in sezione tangenziale, rispetto all'asse longitudinale geometrico del fusto. Quando l'angolo è piccolo e la torsione appena accennata, nel gergo tecnico si parla talvolta di fibratura deviata; nei casi in cui l'angolo assuma valori piuttosto alti e la fibratura formi una vera e propria spirale lungo il tronco, si parla invece di fibratura spiralata.
Nel corso della sua vita, l'albero può modificare anche più volte l'andamento della fibratura, cosicché la pura osservazione esterna non fornisce un'indicazione generalizzabile agli accrescimenti interni.
La fibratura elicoidale costituisce un difetto piuttosto grave dal punto di vista tecnologico, in quanto:
- comporta, a parità di tutti gli altri fattori, una notevole riduzione delle resistenze meccaniche in direzione assiale;
- le tavole che ne sono affette tendono a deformarsi (più precisamente a svergolarsi) con l'essiccazione, a causa dell'anisotropia del ritiro volumetrico;
- implica la lavorazione del controfilo di almeno una parte delle superfici del pezzo, impedendo di conseguire una buona finitura, a causa del rovesciamento e strappo delle fibre;
- dà origine al difetto delle cosiddette "tavole a pettine", in cui le fessurazioni longitudinali-radiali da vento o da ritiro, seguendo la direzione della fibratura, attraversano obliquamente i bordi della tavola; nel caso di origine legata all'azione del vento, tali fessurazione prendono il nome di "sventature" o "sventrature";
- nella lavorazione a spacco impedisce l'ottenimento di assortimenti piani.
Fibratura intrecciata
Quando l'angolo di inclinazione della fibratura cambia di segno da un anello di accrescimento (o gruppo di anelli) al successivo (passando al es. da una fibratura destrorsa a sinistrorsa, o viceversa), si parla di fibratura intrecciata o incrociata.
Tagliando il materiale secondo piani longitudinali radiali, le fibre risulteranno tutte sezionate di sbieco, ma con orientazioni opposte, a seconda che si tratti di anelli di accrescimento caratterizzati da fibratura a torsione destrorsa oppure sinistrorsa. Questa differenza dà luogo a due modi nettamente differenti di riflessione della luce incidente, per cui un osservatore percepisce la superficie del legno come un'alternanza di strisce più chiare e più scure a cui si dà il nome di "effetto rigatino". Quest'ultimo è apprezzato esteticamente e ricercato in alcune specie quali ad es. i Mogani e se questo è un pregio dei semilavorati, va anche detto che dal punto di vista tecnologico, il legno con fibratura intrecciata presenta problemi di lavorabilità maggiori rispetto al normale, a causa della presenza di zone di controfilo. I fusti affetti da questa particolare anomalia, se lavorati a spacco, presentano superfici di fenditura tipicamente ondulate.
Fibratura irregolare
Quando la fibratura segue andamenti diversi da quelli sopraindicati, si parla genericamente di fibratura irregolare, nel cui ambito ricadono anche alcuni casi tipici quali ad es.:
- la fibratura ondulata: gli elementi cellulari seguono un andamento sinuoso, con ondulazioni decorrenti sul piano radiale, su quello tangenziale oppure su entrambi; la lavorazione lungo piani longitudinali opportunamente orientati può fornire superfici con un effetto decorativo altamente apprezzato denominato "marezzatura" (l'Acero marezzato costituisce il materiale prediletto dai liutai per la costruzione del fondo e del manico dei violini);
- la fibratura aggrovigliata: la fibratura può talvolta assumere andamenti completamente disordinati, rendendo molto difficili le normali lavorazioni, ma dando origine ad alcuni effetti apprezzati dal commercio; è questo il caso delle cosiddette "radiche", ovvero di grosse escrescenze ipertrofiche per lo più localizzate in prossimità del colletto dell'albero (talvolta anche lungo il fusto) formate dall'accumulo caotico di gemme epicormiche in seguito a stimoli irritativi di vario tipo (fuoco, attacco di insetti, calpestio da parte del bestiame, ecc.); la sezionatura delle radiche può fornire superfici legnose estremamente attraenti dal punto di vista estetico, che evidenziano disegni "fiammati" oppure "occhiolinati". Tra le specie che forniscono più comunemente radiche utilizzate industrialmente, si possono citare l'Erica arborea (che fornisce il cosiddetto ciocco di scopa, pregiato per la fabbricazione delle pipe), il Noce, l'Acero (soprattutto il cosiddetto Acero occhiolinato), il Frassino. Nei casi in cui la fibratura aggrovigliata formi una sorta di bubboni sottocorticali, con la tranciatura tangenziale si potrà ottenere un particolare effetto decorativo detto "pomellato", assai ricercato ad es. nei Mogani.
|
|
|
|