Sicurezza nei vetri: UNI 7697:2007
L'11 gennaio 2007 è stata pubblicata la revisione della norma UNI 7697 “Criteri di sicurezza nelle applicazione vetrarie”.
La norma, una delle più importanti per chi opera in edilizia, indica i criteri di scelta dei vetri da utilizzare nelle applicazioni sia esterne che interne, al fine di garantire la sicurezza dell'utenza.
Non si applica ai vetri per mobili, a quelli installati si mezzi di trasporto e ai vetri curvi, salvo là dove il vetro curvo sia definito da una norma specifica.
La Commissione Vetro di UNI ha elaborato la UNI 7697:2007, e consta di 14 pagine e delle seguenti parti:
- scopo e campo di applicazione;
- riferimenti normativi;
- termini e definizioni;
- vetrazioni;
- posa delle lastre;
- azioni e sollecitazioni;
- danni o rischi conseguenti alla rottura delle lastre;
- criteri di scelta delle lastre da impiegare;
- progettazione;
- bibliografia.
Il punto chiave della norma è rappresentato dal Prospetto 1, da pag. 9 a pag. 11, che riporta 33 casi applicativi indicando per essi le azioni o sollecitazioni possibili (dal carico dinamico dovuto al vento fino alla esplosione), i danni e/o rischi conseguenti (a persone, cose, caduta nel vuoto e sociali), e prescrivendo le lastre da impiegare (temprate, stratificate di sicurezza, armate) e la classe prestazionale minima.
Particolarmente importante per chi si occupa di serramenti è il punto 8.1: applicazioni che non presentano un potenziale pericolo che riguarda vetrate, porte, finestre, porte-finestre, aperture in facciate continue, serramenti di ogni tipo e di qualsiasi materiale che non sporgano all'esterno dell'edificio quando aperti e che presentino lastre di vetro con lato inferiore ad altezza uguale e/o maggiore di un metro dal piano di calpestio. In questi casi alla rottura del vetro è associato normalmente il solo danno da sostituzione del vetro.
Altrettanto importante è il punto 8.2: applicazioni che presentano un potenziale pericolo dove si evidenzia che occorre rispettare le specifiche del Prospetto 1 e nei casi non previsti occorre fare riferimento alle indicazioni per la progettazione previste al punto 9 della norma. Il punto 8.2 prescrive che in caso di impiego di vetrata isolante dotata di un solo vetro di sicurezza, questo va posto dal lato del possibile impatto delle persone nel corso dell'utilizzo. Ergo, non esiste una soluzione preconfezionata ma ogni singolo caso va studiato e affrontato a sé.
Se invece l'impatto è possibile da entrambi i lati, ambedue le lastre, quella interna e quella esterna, della vetrata isolante dovranno necessariamente essere di sicurezza.
In ogni caso, in fase di progetto, occorrerà tenere in considerazione le conseguenze della rottura da entrambi i lati. Nella norma, all'interno del famoso Prospetto 1, nella colonna che indica la classe minima prestazionale, sono presenti tante sigle di vetrazioni secondo le varie norme come le UNI EN 12600, 356 e 81. Sono sigle che qualcuno potrebbe trovare fastidiose, ma sottolinea il Presidente della Commissione Vetro di UNI “oggi il prodotto vetro è talmente ricco di prestazioni che queste sigle vanno assolutamente conosciute da chi si ritiene professionista del settore. E anche se non pretendiamo che queste sigle le conoscano gli ingegneri e gli architetti, certamente le devono conoscere i professionisti delle costruzioni vetrate”. Utilissima e indispensabile per tutti, dai progettisti alle imprese, ai vetrai e ai costruttori di serramenti, la nota finale che richiama l'articolo 7 del DL n. 206/2005 Codice del Consumo che stabilisce che, in assenza di specifiche regolamentazioni comunitarie e nazionali, “la sicurezza del prodotto è valutata in base alle norme nazionali in vigore nello Stato membro in cui il prodotto è commercializzato”.
L'analisi delle azioni e delle sollecitazioni
Il progettista della vetrazione (progettista in senso lato, quindi progettista dell'opera, se del caso, il vetraio, il serramentista, il rivenditore di serramenti) deve tener conto di una possibile serie di azioni e sollecitazioni che trova dettagliatamente elencate al punto 6 della norma UNI:
- Carichi dinamici dovuti a vento, folla, traffico pedonale, onde di pressione e depressione ecc.
- Carichi statici: peso proprio, carichi imposti, neve, pressione idrostatica in acquari, piscine.
- Urti da grandine.
- Vibrazioni.
- Torsioni da azionamento di parti apribili.
- Fatica.
- Sollecitazioni sismiche: conseguenza di fenomeni tellurici.
- Urti da impatto di persona con riferimento alla UNI EN 12600.
- Urti di pietre, colpi di mazza e/o d'ascia, dovuti ad azioni di vandalismo o tentativi di effrazione (cfr. UNI EN 356).
- Urti da proiettile (cfr. UNI EN 1063).
- Incendi (cfr. UNI EN 357).
- Esplosioni (cfr. UNI EN 13541).
L'analisi dei danni e dei rischi
Il progettista della vetrazione nella fase di progetto dovrà tener conto dei rischi e dei danni causati dalla rottura delle vetrazioni come precisato al punto 7 della UNI 7697, escludendo i danni limitati alla sola sostituzione della lastra:
- Danni a persone e cose.
- Caduta nel vuoto (se vi è rischio di cadere da un'altezza uguale e superiore ad 1 metro per rottura della lastra).
- Danni sociali (danni a opere d'arte, accesso a esplosivi o oggetti pericolosi, evasione da luoghi di detenzione... ).
|
|