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Isolamento acustico

Quadro di riferimento normativo

La legge quadro europea per l'edilizia è la direttiva 89/106 sui prodotti della costruzione che stabilisce tre concetti fondamentali: tutti i prodotti debbono possedere sei requisiti essenziali, tali requisiti debbono essere mantenuti ad un livello soddisfacente per tutta la vita economicamente utile dell'edificio ed infine tutti i prodotti debbono essere certificati secondo modalità precise.

I sei requisiti essenziali che devono avere le costruzioni sono:
  1. stabilità e resistenza meccanica;
  2. sicurezza al fuoco;
  3. igiene, salute e protezione dell'ambiente:
  4. sicurezza nell'uso;
  5. acustica;
  6. risparmio energetico.

Verranno di seguito analizzati parte dei requisiti sopra citati.

Il requisito di acustica è espresso in forma generale e attuato in Italia attraverso quanto disposto dalla Legge 30 ottobre 1995, n. 447 (legge quadro sull'acustica).

Tale legge affida a successivi decreti, leggi regionali e provvedimenti provinciali e comunali l'attuazione delle prescrizioni.

In particolare l'Art. 2 stabilisce le linee guida per l'istituzione presso le regioni degli albi dei tecnici competenti di acustica, i requisiti per l'iscrizione e i loro compiti (attuato con DPCM 31 marzo 1998); l'Art. 3 stabilisce le modalità di certificazione delle caratteristiche acustiche dei prodotti; i requisiti acustici degli edifici (regolamento emanato come DPCM 5.12.97); i criteri progettuali per le nuove costruzioni e le ristrutturazioni (decreto attuativo non ancora emanato). Il decreto dovrebbe riportare l'elenco delle soluzioni conformi in modo da rendere più semplice, e senza l'obbligo di fare calcoli laboriosi, l'applicazione delle norme.

L'Art. 3 stabilisce ancora le modalità di controllo e di autorizzazione edilizia (decreto non ancora emanato). In pratica esso deve indicare l'ambito di applicazione, le procedure amministrative ed autorizzative, le procedure di controllo e di collaudo. Infine l'Art. 3 stabilisce le modalità per la classificazione del territorio ai fini acustici da parte dei Comuni (regolamento emanato come DPCM 14.11.97).

Prendiamo ora in considerazione i principali strumenti legislativi cogenti in materia di inquinamento acustico.

Il DPCM 14 novembre 1997: “Determinazione dei valori limite delle emissioni sonore” definisce i valori limite delle emissioni, i valori limite delle immissioni, i valori di attenzione e i valori di qualità.

I Comuni debbono provvedere alla zonizzazione del territorio in modo da regolamentare gli insediamenti rumorosi e procedere alla bonifica acustica delle aree.

Vengono in dettaglio determinati i valori limite delle emissioni, cioè del rumore emesso da una sorgente e misurato in prossimità di essa e i valori limite delle immissioni, cioè del rumore immesso nell'ambiente da sorgenti sonore e misurato vicino ai ricettori.

Quanto sopra con esclusione delle infrastrutture, come strade e ferrovie.

Vengono quindi distinte sei classi:

  • I - Aree particolarmente protette;
  • II - Aree residenziali;
  • III - Aree di tipo misto;
  • IV - Aree ad intensa attività umana;
  • V - Aree prevalentemente industriali;
  • VI - Aree esclusivamente industriali.

  

 Classi

 Emissioni diurno

 Emissioni
notturno

 Immissioni diurno

 Immissioni notturno

 Qualità
diurno

 Qualità  notturno

 I

 45

 35

 50

40

 47

 37

 II

 50

 40

 55

 45

 52

 42

 III

 55

 45

 60

 50

 57

 47

 IV

 60

 50

 65

 55

 62

 52

 V

 65

 55

 70

 60

 67

 57

 VI

 65

 65

 70

 70

 70

 70

(Periodo diurno: 6.00-22.00; notturno: 22.00-6.00). Valori limite Leq dB(A) di emissione, immissione e valori di qualità

 

Il DPCM 5 dicembre 1997 - “Requisiti acustici passivi degli edifici” fissa i requisiti acustici delle sorgenti sonore interne degli edifici, quali caldaie, autoclavi, condizionatori (a funzionamento continuo, LAeq), oppure scarichi, rubinetti, sciacquoni, ascensori (a funzionamento discontinuo, LASmax). Il decreto determina inoltre il potere fonoisolante dei divisori (R'w), il livello del rumore da calpestio dei solai (L'nw) e l'isolamento acustico standardizzato di facciata (D2m,nT,W).

Il decreto non precisa se le norme si applicano ai soli edifici nuovi (quelli cioè costruiti dopo il 20 febbraio 1998, data di entrata in vigore del provvedimento) o anche a quelli da ristrutturare, oppure se i limiti valgano per tutti gli edifici, come criterio oggettivo “al fine di ridurre l'esposizione umana al rumore” come viene detto all' art. 1. È invece chiaro che non si applica agli edifici industriali ed artigianali e che i limiti sono differenziati in base alla destinazione d'uso dell'immobile, ma non alla zona di rumore in cui il territorio deve essere suddiviso ai sensi del DCM 14.11.97.

Ciò comporta la curiosa prescrizione che devono essere isolate acusticamente allo stesso modo le case prospicienti un aeroporto come quelle situate in montagna.

I limiti riportati nel decreto sono quelli misurabili in opera e quindi i dati di laboratorio o di calcolo debbono essere opportunamente corretti per tenere conto delle reali prestazioni in opera dei componenti, dell'effetto dei percorsi laterali (detti di fiancheggiamento) e dell'accuratezza della posa in opera, il cui effetto può risultare decisivo.

Viene anche prescritto che il tempo di riverberazione all'interno dei soli edifici scolastici è stabilito dalla circolare n. 3150 del 22.5.67 del Ministero dei Lavori Pubblici e dal successivo decreto 18.12.75.

Molte Regioni hanno provveduto ad emanare proprie leggi per dare pratica attuazione alla 447.

Per l'attuazione della legge e dei decreti è necessario che le normative regionali vengano adeguate in particolare nei seguenti punti: norme per la classificazione acustica del territorio e la pianificazione urbanistica; obbligo della previsione d'impatto acustico e clima acustico; nonne per le aviosuperfici e aree per l'atterraggio ed il decollo; requisiti acustici degli edifici; norme per le attività temporanee; piani di risanamento per le infrastrutture di trasporto, per le imprese, per le attività comunali; norme per il traffico stradale e aereo; controlli, sanzioni. contributi.

Tra le regioni che hanno provveduto ad aggiornare la propria legislazione in base al DPCM, segnaliamo:

  • Regione Liguria; L.R. n. 12 del 20 marzo 1998 - “Disposizioni in materia di inquinamento acustico”;
  • Regione Toscana: L.R. n. 89 del 1 dicembre 1998 - “Norme in materia di inquinamento acustico”;
  • Regione Veneto: L.R. n. 21 del 10 maggio 1999 - "Norme in materia di inquinamento acustico”;
  • Regione Piemonte: L.R. n. 52 del 20 ottobre 2000 - “Disposizioni per la tutela dell'ambiente in materia di inquinamento acustico”;
  • Regione Emilia Romagna, L.R. n. 15 del 9 maggio 2001;
  • Regione Lazio: L.R. n. 18 del 3 agosto 2001 - “Disposizioni in materia di inquinamento acustico per la pianificazione ed il risanamento del territorio - modifiche alla legge regionale 6 agosto 1999, n. 14";
  • Regione Lombardia, L.R. n. 13 del 10 agosto 2001 - “Norme in materia di isolamento acustico";
  • Regione Marche: L.R. n. 28 del 14 novembre 2001 - “Norme per la tutela dell'ambiente esterno e dell'ambiente abitativo dall'inquinamento acustico nella regione Marche”;
  • Regione Puglia, L.R. n. 3 del 12 febbraio 2002 - “Norme di indirizzo per il contenimento e la riduzione dell'inquinammo acustico”;
  • Regione Umbria, L.R. n. 8 del 6 giugno 2002.

 

 

 Tipo di edificio

 R'w

 D2m,nT,W

 L'nw

 LASmax

 LAeq

 A

 A Residenze o assimilabili

 50

 40

 63

 35

 35

 B

 Uffici o assimilabili

 50

 42

 55

 35 

 35

 C

 Alberghi, pensioni o assimilabili

 50

 40

 63

 35

 35

 D

 Ospedali, cliniche, case di cura o assimilabili

 55

 45

 58

 35

 25

 E

 Attività scolastiche o assimilabili

 50

 48

 58

 35

 25

 F

 Attività ricreative o di culto o assimilabili

 50

 42

 55

 35

 35

 G

 Attività commerciali o assimilabili

 50

 42

 55

 35

 35

Valori limite delle grandezze che detrminano i requisiti acustici passivi dei componenti degli edifici e sorgenti sonore interne.

Dal progetto alla verifica 

La progettazione e la realizzazione dell'involucro edilizi, nel rispetto delle leggi, regolamenti e norme che riguardano o coinvolgono gli aspetti prestazionali delle chiusure esterne trasparenti e delle loro componenti, deve essere necessariamente accompagnata da opportuni strumenti di valutazione e verifica.

La valutazione dell'efficacia delle scelte progettuali relative alle soluzioni tecnologiche edilizie può essere effettuata, come già accennato, mediante procedure di calcolo e modelli di simulazione che si avvalgono di un repertorio di dati di laboratorio del potere fonoisolante delle singole componenti impiegate o di soluzioni tecniche certificate. I metodi di calcolo proposti dalla serie delle norme UNI EN 12354 [19, 20] permettono, ad esempio, di stimare non solo le capacità fonoisolanti in opera delle diverse parti di un edificio, ma anche di valutare gli effetti della variazione delle modalità di connessione fra le varie componenti di un elemento edilizio. Il passaggio dalla progettazione alla realizzazione dell'opera deve avvenire per mezzo di prescrizioni di capitolato che devono essere esaustive ed evitare termini ambigui, non pertinenti o privi di senso e che devono, inoltre, evidenziare chiaramente sia dal punto di vista grafico, sia da quello descrittivo ed economico, che le soluzioni progettuali sono adatte agli scopi proposti. Soltanto a questo punto può essere trasferita all'esecutore la responsabilità dell'obiettivo finale, da verificarsi in sede di collaudo dell'opera, con modalità che devono essere riferite a metodi normali.

Per conseguire un determinato isolamento di facciata si dovranno, quindi, scegliere le componenti di base (parete opaca, superfici vetrate) di cui si conoscono almeno gli indici di valutazione del potere fonoisolante, associandole a sistemi costruttivi e tecnologici (profili dei serramenti, sistemi di ventilazione, ecc.) di cui è possibile valutare le interazioni con le componenti di base (smorzamento, attenuazione, ecc.). In seguito è necessario verificare con metodi normali (UNI EN 12354-3) il pacchetto edilizio, tenendo conto delle caratteristiche dell'ambiente, per valutare che i manufatti selezionati siano adatti a conseguire l'isolamento desiderato. Una volta raggiunti gli obiettivi progettuali prefissati, occorre descrivere i manufatti indicando le loro caratteristiche acustiche intrinseche (indici di valutazione del potere fonoisolante determinati secondo il metodo previsto dalla norma UNI EN ISO 717-1 a partire da misure in laboratorio effettuate secondo la norma UNI EN ISO 140-3) come prestazioni minime richieste. Il collaudo acustico in opera può essere quindi espressamente richiesto, in forza di contratto o per le disposizioni del regolamento edilizio, stabilendo che è a carico dell'esecutore il conseguimento, mediante esecuzione a regola d'arte, dell'isolamento di facciata voluto, da verificarsi poi in opera secondo la norma UNI EN ISO 140-5 (21).

Si completa in questo modo un iter progettuale e costruttivo che permette di rispondere efficacemente ai requisiti di legge, chiarendo al tempo stesso le responsabilità dei soggetti coinvolti.

 

  

UN APPROFONDIMENTO SULL'ISOLAMENTO DI FACCIATA

Il procedimento di calcolo

Il potere fonoisolante R di un componente è definito, dalla normativa ufficiale, con la seguente relazione: R = 10 log (1/t)  dB (1), con t rappresentante il fattore di trasmissione inteso come rapporto tra l'energia sonora trasmessa (Wt) e l'energia sonora incidente (Wi): t = Wt/ Wi = 10-R/10  (2)

In generale il potere fonoisolante R di una parete composita, costituita da elementi diversi, si ottiene con il calcolo partendo da:

  • il potere fonoisolante Ri di ogni componente i-esimo;
  • la superficie Si che al componente i-esimo compete.

In particolare, detta S la superficie complessiva dell'elemento di facciata considerato, si utilizza la seguente espressione:

R = -10 log [S-1·Σ·Si·t i]    

= -10 log [S-1·Σ·Si·10-Ri/10] (dB) (3)

Ricordando le espressioni (1) e (2) sopra riportate, del potere fonoisolante e del fattore di trasmissione, la (3) indica che il valore di R è determinato dalla potenza sonora complessiva trasmessa all'interno del locale, rapportata alla potenza sonora incidente sulla superficie esterna.

Assumendo infatti l'ipotesi che la facciata sia investita all'esterno, in modo uniforme, da un rumore di intensità sonora I (Watt/m2), avremo una potenza sonora incidente W pari a I·S (Watt). La potenza sonora trasmessa all'interno sarà data dalla somma dei prodotti I·S·t i (Watt). Pertanto il rapporto fra la potenza sonora interna e quella esterna, ossia il fattore di trasmissione globale t dell'intera parete è fornito dalla seguente relazione: t  = S-1·Σ·Si·t i che è indipendente dal valore assoluto dell'intensità sonora incidente. Si osserva che si ritorna all'espressione (3) in quanto R = 10 log(1/t).  

Prestazioni acustiche dei componenti

Oltre al serramento si devono considerare gli altri componenti che concorrono alla formazione della facciata. Tra questi il più importante, almeno per quanto riguarda l'incidenza in superficie, è la muratura perimetrale.

La tipologia più utilizzata in campo nazionale per la realizzazione delle pareti perimetrali è ancor sempre la muratura in laterizio. In genere si tratta di una struttura formata da due paramenti in mattoni separati da una intercapedine nella quale è inserito un materiale poroso che ha funzione di isolamento termico e, a volte, anche acustico. Generalmente i mattoni sono forati, di spessore compreso fra 8 e 12 cm, e utilizzati per la realizzazione di entrambi i paramenti.

La massa areica complessiva della parete, compresi gli intonaci, è compresa fra 200 e 250 kg/m2 per uno spessore complessivo di 28-32 cm.

Nel caso in cui la parete è del tipo “faccia a vista” col paramento esterno in mattone pieno (paramano), la massa areica complessiva può arrivare a 322 kg/m2.

Il potere fonoisolante di queste strutture è facilmente reperibile, in quanto si può disporre, data la sua larga utilizzazione, di numerosi dati di laboratorio.

Sono state elaborate anche nel nostro Paese, a partire dagli anni ‘80, espressioni empiriche basate sull'elaborazione statistica di dati sperimentali.

La più semplice e nello stesso tempo la più applicabile nel nostro caso è la seguente: Rw = 20 log m' dB, con Rw = indice di valutazione del potere fonoisolante (rif. ISO 717-1), m' = massa areica della parete espressa in kg/m2.

Con i valori di massa areica presenti nel nostro caso, il potere fonoisolante delle pareti perimetrali descritte, in termini di indice di valutazione è compreso fra 46 e 48 dB, per giungere a circa 50 dB con le pareti faccia a vista.

Nel caso in cui il progetto preveda la collocazione del termosifone in un vano sotto-finestra, si avrà in quel punto una diminuzione dello spessore della muratura perimetrale. In genere la parete sotto-finestra è costruita da un solo tramezzo in mattoni forati con intonaco esterno oppure, nel caso di muratura faccia a vista, il tramezzo è in mattoni pieni, senza intonaco. La massa areica può essere stimata compresa fra 120 e 180 kg/m2, con un potere fonoisolante previsto, sempre sulla base della su riportata relazione, tra 42 e 45 dB.

Il cassonetto, ossia il vano che contiene il rullo della tapparella avvolgibile può costituire un punto critico nel caso in cui il vano venga ricavato nella muratura perimetrale. Ciò avviene abbastanza frequentemente, in pratica in tutti i casi in cui non sono utilizzati i serramenti monoblocco, completi di avvolgibile.

Il cassonetto rappresenta normalmente un punto debole poiché pone in comunicazione l'esterno con l'interno attraverso passaggi d'aria più o meno importanti. Una valutazione quantitativa delle perdite di isolamento acustico è piuttosto difficile, essendo vasta la gamma di realizzazioni che nella pratica si possono incontrare.

Per semplicità, si possono considerare i due casi estremi:

  • nessun accorgimento acustico: il cassonetto è stato realizzato senza tener conto delle esigenze di in sonorizzazione. La sua prestazione sarà inferiore a quella del serramento e la differenza sarà tanto maggiore quanto più è elevata la prestazione del serramento stesso; per valori intorno a 40 dB può raggiungere e superare 10 dB;
  • cassonetto silenziato: l'opera consiste sostanzialmente nel rivestire il vano interno con materiale fonoassorbente e nel rinforzare acusticamente il pannello di chiusura nei confronti dell'ambiente interno. Con tale intervento si può ritenere che il potere fonoisolante del cassonetto sia equivalente a quello del serramento, almeno per valori di quest'ultimo fino a 40 dB.

La superficie che compete al cassonetto, da considerare nel calcolo dell'isolamento di facciata, è quella del pannello di chiusura, visto dall'interno.

 

 

 Sorgente

 Intensità

 Livello dB

 Soglia

 1

 0

 Respiro normale

 10

 10

 Stormire di foglie

 102

 20

 Voce bisbigliata

 103

 30

 Ristorante tranquillo

 104

 40

 Ufficio silenzioso

 105

 50

 Conversazione tra due persone

 106

 60

 Ufficio rumoroso 

 107

 70

 Autotreno a 15 m

 108

 80

 Cascate del Niagara

 109

 90

 Metropolitana 

 1010

 100

 Complesso rock

 1011

 110

 Martello pneumatico

 1012

 120

 Fuoco mitragliatrica

 1013

 130

 Decollo piccolo aviogetto

 1014

 140

 Fuoco mitragliatrice

 1015

 150

 Galleria aerodinamica

 1016

 160

 Decollo di un grande aviogetto

 1017

 170

 Decollo del missile Saturno

 1019

 190

  

Dal potere fonoisolante all'isolamento acustico standardizzato

Come si è visto, la grandezza utilizzata nei calcoli sopra descritti per valutare la prestazione acustica della facciata è il potere fonoisolante, la cui definizione e riportata dall'espressione (1).

La misura sperimentale in laboratorio del potere fonoisolante, viene effettuata con modalità normalizzate; se il laboratorio è conforme alle prescrizioni stabilite dalla ISO 140-1, il suo valore si ricava dall'espressione: R = L1 - L2 + 10 log (S/A) dB (4); con L1 = livello medio di pressione sonora nel locale di trasmissione, in dB; L2 = livello medio di pressione sonora nel locale di ricezione, in dB; S = superficie dell'elemento in prova; A = area equivalente di assorbimento acustico nel locale di ricezione, in m2.

Secondo la definizione della norma, il potere fonoisolante sperimentale così ottenuto corrisponde, con buona approssimazione, a quello teorico descritto dalla formula (1).

La grandezza che il Dpcm considera per quantificare il requisito di isolamento acustico delle facciata è l'isolamento acustico standardizzato di facciata D2m,nT che, secondo la normativa tecnica è definito da: D2m,nT  = L1 - L2 + 10 log (T/TO) dB   (5); con L1 = livello di pressione sonora esterno, misurato alla distanza di 2 m dal filo della facciata, in dB, L2 = livello medio di pressione sonora nel locale di ricezione, in dB, T = tempo di riverberazione nel locale di ricezione, in dB, TO = tempo di riverberazione di riferimento, pari a 0,5 s.

Una relazione precisa tra la grandezza dell'espressione (4) e la grandezza dell'espressione (5) è difficile da stabilire, soprattutto per il fatto che le condizioni di sollecitazione del componente sono diverse: campo sonoro uniforme per intensità e diffuso per angoli d'incidenza (incidenza casuale) nella misura in laboratorio del potere fonoisolante, campo sonoro non ben definito per intensità e ad incidenza discreta per l'isolamento standardizzato di facciata in opera. Si rammenti che, a tal proposito e per il collaudo acustico della facciata, la norma prescrive, nel caso di utilizzo di sorgente sonora esterna fissa, un angolo d'incidenza di 45º. In alternativa, per il collaudo, si può utilizzare il rumore generato dal traffico sulla strada in cui essa e esposta.

Ricorrendo ad alcune ipotesi semplificative si può ritenere che il valore di R, ottenuto con il calcolo, non differisca sostanzialmente dal valore reale di D2m,nT definito dal Dpcm, a condizione che i locali interessati abbiano un volume compreso fra 30 e 40 m 3 e che la superficie della facciata che compete al locale sia prossima a 10 m2.  

Il comportamento in opera

Tenuto conto che il requisito del Dpcm deve essere verificato in opera in sede di collaudo acustico, si segnala che il valore calcolato non cambia se il serramento è installato all'interno del filo facciata (come normalmente avviene); può invece migliorare nel caso di presenza di balconi o verande.

Per quanto riguarda la trasmissione laterale del suono (propagazione strutturale), si segnala che per le facciate l'effetto è generalmente poco sensibile se paragonato a quello che si manifesta per i divisori interni.

Un metodo empirico di previsione della trasmissione laterale, che compare sui codici di pratica francesi, fornisce i seguenti suggerimenti:

  • non se ne tiene conto se la facciata presenta, per ragioni termiche, un rivestimento isolante del tipo “a cappotto”;
  • nel caso di collegamento rigido fra facciata e strutture interne laterali (pareti e solai) l'effetto di trasmissione laterale è dovuto all'emissione di suono, da parte di tali strutture, all'interno del locale per effetto della propagazione strutturale delle vibrazioni. L'entità dell'energia irradiata dalle pareti interne dipende dalle loro caratteristiche ed in particolare dalla massa areica, dal fattore di radiazione e dall'indice di riduzione delle vibrazioni dei giunti laterali del divisorio.

La norma UNI EN 12354 per la previsione delle prestazioni acustiche degli edifici illustra i metodi di calcolo ripresi anche dal rapporto tecnico UNI/TR 11175. Senza entrare nei dettagli, si può ritenere che per le normali strutture in muratura considerate in questo lavoro, la trasmissione laterale nell'isolamento di facciata è generalmente trascurabile. Solo nel caso di murature interne molto leggere si possono verificare perdite che, nella peggiore delle ipotesi, sono contenute entro 1-2 dB in termini di indice di valutazione globale (per un isolamento di facciata dell'ordine di 40 dB).  

Un esempio numerico

Vediamo come sia possibile soddisfare i requisiti del Dpcm 5 dicembre 1997.

Il decreto a cui ci si riferisce prescrive, per le facciate, valori di isolamento compresi fra 40 e 48 dB, espressi in termini di indice di valutazione globale D2m,nT,w.

In base alla destinazione d'uso degli ambenti i requisiti sono i seguenti:

1. Abitazioni, alberghi: 40 dB - 2. Uffici, commercio, culto e ricreazione: 42 dB - 3. Ospedali: 45 dB - 4. Scuole: 48 dB.

Può essere interessante verificare le possibilità per raggiungere i valori richiesti, con particolare riguardo agli edifici destinati ad abitazione, alberghi ed ospedali che, come accennato in precedenza, meritano le maggiori attenzioni in tema di protezione dai rumori esterni.

Vengono pertanto proposti esempi di previsione mediante il calcolo, utilizzando le indicazioni riportate nei paragrafi precedenti, delle prestazioni di determinate soluzioni costruttive di facciata. Vengono assunte le seguenti ipotesi, da considerare largamente rappresentative dei sistemi costruttivi normalmente impiegati in campo nazionale per gli edifici aventi le destinazioni d'uso suindicate:

  • la muratura perimetrale è in laterizio, di tipo tradizionale, e presenta un indice di valutazione di potere fonoisolante globale Rw di 50 dB;
  • la muratura sotto finestra possiede pari prestazioni;
  • si considera trascurabile la perdita di isolamento dovuta alla trasmissione laterale.
  • non vengono considerati eventuali effetti dovuti a particolari architettonici, quali rientranze, parapetti, logge ecc;
  • non vi sono sulla facciata altre vie di trasmissione sonora, quali prese d'aria o altro.

Per quanto riguarda i serramenti si ipotizzano strutture monoblocco, complete quindi di persiane o comunque di elementi oscuranti, e aventi una tenuta all'aria di classe 4; con queste caratteristiche si può assumere che il potere fonoisolante globale Rw del serramento corrisponda, con approssimazione accettabile, al potere fonoisolante della vetrata di cui è dotato.

Si prevedono, in alternativa, tre tipi di vetrata: tipo 1) vetro-camera 4/6/4, Rw 32 dB - tipo 2) vetro-camera 6/10/3+3, Rw = 38 dB - tipo 3) vetro-camera 3+5/10/3+5, Rw 41 dB. Il calcolo viene effettuato prevedendo una incidenza percentuale della superficie del serramento sulla superficie totale della facciata, compresa fra il 20 % ed il 70 %. I risultati sono riportati nella tabella e nel grafico seguenti.

 

 Percentuale superficie serramento

 

 Isolamento acustico di facciata D2m,nT,w in DB

Vetrata Tipo 1

Vetrata Tipo 2

Vetrata Tipo 3

 20

 38,7

 44,0

46,2 

 30

 37,0

 42,6

 45,1

 40

 35,9

 41,6

 44,2

 50

 34,9

 40,7

 43,5

 60

 34,2

 40,0

 42,9

 70

 33,5

 39,4

 42,3

 
 

    

 

Dall'esame dei risultati si possono fare le seguenti considerazioni:

  • con la vetrata di tipo 1, composta da due lastre monolitiche (ancor sempre tra le due più diffuse) i valori indicati dal Dpcm non vengono raggiunti in ogni caso;
  • con la vetrata di tipo 2, in cui una delle due lastre è stratificata, viene conseguito il valore stabilito per l'edilizia residenziale ed alberghiera, di 42 dB, a condizione che la percentuale di superficie del serramento non superi il 60 % del totale;
  • con la vetrata di tipo 3, composta da due lastre stratificate, il valore di 40 dB viene raggiunto in ogni caso, mentre il limite di 45 dB (ospedali) si consegue a condizione che la percentuale di superficie di serramento non superi il 30 %.

Si tratta di indicazioni di carattere quantitativo che possono forse presentare una certa utilità qualora si voglia valutare, sia pure in prima approssimazione, il “peso”, nel senso tecnico ed economico, che assumono i requisiti acustici passivi dei fabbricati e, nel caso in esempio quelli richiesti per le facciate dei fabbricati.  

Il potere fonoisolante dei fabbricati

La classificazione prestazionale dei serramenti è oggetto del progetto di norma europea prEN 14351-1. Questa norma, messa a punto dal Comitato Tecnico 33 del CEN, propone uno schema di classificazione di finestre e porte esterne, indipendentemente dai materiali che le costituiscono, in base alle prestazioni conseguite a seguito di specifiche prove di laboratorio o metodi di calcolo. Tali prove possono essere finalizzate al conseguimento del marchio “CE” di un determinato prodotto secondo i principi della Direttiva Comunitaria 89/106/CEE, o possono essere utilizzate per fornire indicazioni aggiuntive, a seguito, ad esempio, di specifiche richieste in sede contrattuale.

Fra i requisiti obbligatori per il conseguimento del marchio “CE” vi è anche la dichiarazione del potere fonoisolante del prodotto. Il valore del potere fonoisolante deve essere determinato da un organismo notificato preferibilmente mediante prove di laboratorio eseguite in conformità alla norma UNI EN ISO 140-3 o, in casi particolari, mediante uno specifico metodo di calcolo, che si basa sulla conoscenza delle caratteristiche prestazionali della parte vetrata del serramento. Un'attenta analisi del metodo di calcolo attualmente proposto dalla norma prEN 14351-1, evidenzia i forti limiti di una valutazione teorica delle prestazioni acustiche di un serramento, in quanto molto spesso le esigenze di semplificazione richieste dal metodo di calcolo relativamente alle condizioni operative, contrastano con le disposizioni della norma stessa riguardo la rappresentatività del campione. A tal proposito, la stessa norma prEN 14351 indica nella prova di laboratorio condotta secondo la UNI ENISO 140-3 il metodo di riferimento per la validazione dei dati di calcolo. Risulta quindi evidente che, ai fini della valutazione della conformità del prodotto, la prestazione acustica debba essere verificata mediante misure sperimentali in laboratorio.

Per le prove acustiche è previsto l'utilizzo di un campione (di serie o prototipo) che, per disegno del telaio e del profilo, battute, numero e tipo di guarnizioni, numero e tipo di punti di chiusura e, soprattutto, spessore e tipo della superficie vetrata, sia effettivamente rappresentativo della produzione. La prova di laboratorio, di tipo non distruttivo, viene effettuata su campioni di dimensioni 1230x1480 mm per le finestre e 1230x2180 mm per le porte, con una tolleranza di ±20% su ciascuna dimensione, mantenendo preferibilmente lo stesso rapporto di proporzioni. Il risultato ottenuto può essere esteso anche a prodotti di dimensioni diverse, purché presentino un analogo rapporto dimensionale e realizzati con gli stessi materiali e componenti.

 

 

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