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Riduzione dell'emissione di CO2 con il legno

 
Il cambiamento climatico è attribuibile per il 60% circa alle emissioni di CO2 determinate dall'attività umana, ed il consumo di combustibile fossile ne è la causa principale. L'esigenza di stabilizzare le concentrazioni di gas serra, mal si concilia con la nostra concezione di sviluppo della società ormai divenuta “società di consumo”. L'energia necessaria al funzionamento della società attuale proviene da combustibili fossili e quindi ridurre l'emissione di CO2 richiederebbe la riduzione del nostro consumo energetico che, triste a doversi ammettere, è politicamente impossibile.
 
IL PROTOCOLLO DI KYOTO. È un trattato internazionale in materia ambientale riguardante il riscaldamento globale, che prevede l'obbligo, per i paesi industrializzati, di operare una riduzione delle emissioni di elementi inquinanti (biossido di carbonio ed altri cinque gas serra) in una misura non inferiore al 5% rispetto alle emissioni registrate nel 1990.

È stato sottoscritto da più di 160 Paesi l'11 dicembre 1997. Affinché il trattato potesse entrare in vigore si richiedeva che fosse ratificato da non meno di 55 nazioni firmatarie e che le nazioni che lo avessero ratificato producessero almeno il 55% delle emissioni inquinanti.

Gli USA, cioè i responsabili del 36,1% del totale delle emissioni, avevano inizialmente firmato il Protocollo, ma successivamente ritirarono l'adesione sottoscritta rifiutando di ratificare il trattato.

La condizione per l'entrata in vigore è stata raggiunta solo quando la Russia, responsabile del 17,6% delle emissioni, ha perfezionato la sua adesione.

Il trattato è entrato in vigore il 16 febbraio 2005.

 

RIDUZIONE DEL LEGNO E DI CO2. Che cosa si può fare per ridurre la CO2 nell'atmosfera? IL LEGNO è la risposta, infatti provvede a ridurre le emissioni di CO2 e contemporaneamente elimina la CO2 immagazzinandola.

 
RIDUZIONE DELLE FONTI DI CARBONIO.
  • Energia incorporata: è opportuno prestare particolare attenzione al materiale utilizzato per realizzare una costruzione, così come all'efficienza energetica della struttura stessa.

Non esiste un materiale utilizzato per la costruzione di stabili che richieda così poca energia di produzione come il legno. Tutti abbiamo sentito nominare la FOTOSINTESI CLOROFILLIANA, ma forse non tutti sappiamo che con il fenomeno della fotosintesi clorofilliana gli alberi catturano CO2 presente nell'aria ed unendola all'acqua che assorbono dal suolo, ricavano la loro fonte di crescita: quindi la CO2 è il nutrimento che serve per produrre LEGNO.

NON SOLO: attraverso la fotosintesi clorofilliana gli alberi restituiscono OSSIGENO, la nostra fonte di crescita, l'ossigeno che respiriamo e che consente l'intera vita animale sul nostro pianeta.

  • Sostituzione di altri materiali: il legno può essere utilizzato per sostituire materiali da costruzione come l'acciaio, l'alluminio, il calcestruzzo o la plastica che richiedono grandi quantità di energia per la loro produzione.

Ogni metro cubo di legno evita un totale di 2 t di CO2 emesse in atmosfera perché ogni metro cubo di legno utilizzato riduce le emissioni di CO2 nell'atmosfera di una media di 1,1 tonnellate di CO2 da aggiungere alle 0,9 tonnellate di CO2 immagazzinate nel legno.

Un incremento del 10% di case di legno in Europa determinerebbe un risparmio di CO2 sufficiente per avvalorare una riduzione di circa il 25% di CO2 come prescritto dal protocollo di Kyoto.

 
AUMENTO DEI POZZI DI CARBONIO.
  • Il ciclo del carbonio: nel nostro ambiente le riserve di carbonio sono presenti sotto diverse forme disciolte negli oceani, nelle biomasse di piante e animali, nell'atmosfera, principalmente sotto forma di anidride carbonica.

Nel “ciclo del carbonio” lo stesso è soggetto ad uno scambio ininterrotto tra fonti di produzione e bacini di deposito.

Dato che la maggior parte degli scambi includono CO2, quelli che conosciamo come pozzi di Carbonio sono in realtà pozzi di biossido di carbonio (elementi in grado di catturare l'anidride carbonica e di ridurne la concentrazione nell'atmosfera).

In tabella si riporta il rapporto tra le varie fonti di carbonio:

Emissioni

Miliardi di tonnellate di carbonio prodotte annualmente

Combustione di combustibile fossile 

6,3  

Deforestazione dei tropici

1,6  

Totale 

7,9  

 

Assorbimento   

Miliardi di tonnellate di carbonio prodotte annualmente  

Mari & laghi

2,3  

Imboschimento & crescita della biomassa

2,3

Totale 

4,6

Nell'atmosfera
 

3,3 

 
Ogni anno l'umanità emette 7.900 milioni di tonnellate di carbonio in atmosfera. Di questi, 4.600 milioni di tonnellate vengono assorbiti dai “pozzi di carbonio” (i cosiddetti carbon sink), mentre 3.300 milioni di tonnellate restano nell'atmosfera. Questo squilibrio è così grave che risulta insufficiente a ridurre le emissioni di carbonio come richiesto dal protocollo di Kyoto. Bisognerebbe quindi aumentare quei “pozzi di carbonio”: uno dei metodi più semplici per incrementarli è aumentare l'uso del legno.
  • Le foreste come pozzi di Carbonio: attraverso la fotosintesi, gli alberi nelle foreste possono trattenere grandi quantitativi di CO2 e immagazzinarla nel legno.

Le foreste gestite dall'uomo sono dei bacini di carbonio molto più efficienti rispetto a foreste lasciate al loro stato naturale.

Gli alberi più giovani, nella fase di massimo sviluppo, assorbono più CO2 nell'atmosfera rispetto ad alberi più vecchi che, nel loro decorso naturale, moriranno o marciranno rilasciando la CO2 immagazzinata negli anni. Invece la maggior parte di CO2 immagazzinata negli alberi tagliati continuerà ad essere immagazzinata per tutta la vita grazie ai prodotti fabbricati col legno.

  • I prodotti a base di legno come depositi di carbonio: i prodotti a base di legno ricoprono un ruolo importante nell'incrementare l'efficacia dei bacini delle foreste perché prolungano il periodo durante il quale la CO2 catturata dalle foreste è tenuta al di fuori dell'atmosfera ed incoraggiano l'aumento della superficie forestale.

Le 0,9 tonnellate di CO2 immagazzinate in un metro cubo di legno continuano ad essere tenute fuori dall'atmosfera dall'inizio alla fine della vita di un prodotto di legno, ed anche successivamente attraverso il loro riutilizzo e il riciclaggio (per es. con pannelli di legno o legno riciclato).

Indipendentemente dalla vita del prodotto, la CO2 resta immagazzinata nel legno; aumentare l'utilizzo del legno è un modo semplice di ridurre il cambiamento climatico.

 
IL RUOLO DEI PRODOTTI A BASE DI LEGNO COME SOSTEGNO ALLE FORESTE. Per quanto possa sembrare incredibile, aumentare l'utilizzo del legno contribuisce positivamente al mantenimento e alla crescita delle foreste.

Chiaramente è importante distinguere le foreste tropicali o sub-tropicali dalle foreste delle zone temperate. Nelle prime, per ragioni legate alla crescita della popolazione, alla povertà ed a mancanze istituzionali, la superficie delle foreste è fortemente ridotta. Tuttavia aumentare l'uso del legno non rappresenta un fattore concorsuale, al contrario esso crea un valore di mercato per le foreste, il che rappresenta un incentivo importante per la loro conservazione.

Per le foreste presenti nelle aree temperate, e in particolar modo per quelle presenti in Europa, la situazione è completamente diversa. La copertura delle foreste in Europa sta aumentando ad un ritmo di 510.000 ettari l'anno e solo il 64% della crescita annua è abbattuta. La quantità del legno in Europa aumenta continuamente. Questo perché il quantitativo di legname tagliato è inferiore rispetto a quello piantato, inoltre è aumentata la superficie adibita a foresta.

In Europa (senza la Repubblica Russa) il volume forestale sta crescendo di 346 milioni di m3 ogni anno, circa l'equivalente del legno richiesto ogni secondo per la costruzione di una casa unifamiliare, la maggior parte del legno consumato deriva dalle foreste europee (oltre il 97% del legno di conifere, ed oltre il 90% per altre essenze legnose) ed il settore che si basa sulla lavorazione del legno, riconosce che il proprio futuro è legato a quello delle foreste.

Le regole che richiedono il rimboschimento degli alberi tagliati e lo sviluppo degli schemi di certificazione garantiscono la stabilità necessaria ad una crescita costante delle foreste stesse.

Sviluppare un mercato del legno in quei paesi dove la deforestazione è di frequente considerata come una soluzione piuttosto che un problema, aiuta i proprietari e i governi a vedere le foreste sotto un'ottica differente, riconoscendone il contributo all'economia locale e nazionale. Appena la prosperità di una comunità locale è associata all'effettiva presenza di una foresta, i principi della gestione sostenibile cominciano ad essere rispettati.

Il 60% circa del cambiamento climatico può essere attribuito alle emissioni di CO2 derivanti dalle attività legate all'opera dell'uomo - principalmente il consumo di combustibile fossile che contribuisce ad una emissione annua di 6 miliardi di tonnellate di carbonio.

Solo per contenere la concentrazione di CO2 nell'atmosfera ai livelli attuali si richiederebbe una riduzione globale di emissioni di CO2 del 40%.

Poiché l'85% dell'energia necessaria al funzionamento delle società in cui viviamo proviene da combustibili fossili, una riduzione di questa portata determinerebbe tagli legati al nostro consumo energetico, politicamente inaccettabili.

In breve, gli sforzi necessari per stabilizzare le concentrazioni di gas serra non sono in armonia con la nostra attuale concezione di sviluppo basata su un costante aumento di consumo di beni in senso lato.
 
 

 

 
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