La superficie delle foreste in Europa è così distribuita (espressa in milioni di ettari): Svezia 27,1 - Finlandia 21,9 - Francia 15,3 - Spagna 14,4 - Germania 10,7 - Italia 10 - Belgio/Lussemburgo 0,7 - Irlanda 0,6 - Danimarca e Olanda 0,4.
A LIVELLO GLOBALE.Nel complesso, le foreste sono una risorsa immensa, infatti costituiscono il 29,6% della superficie totale terrestre.
Sebbene le foreste europee, Russia esclusa, concorrono solo al 5% di questa area, sono le foreste più sfruttate nel mondo. Rappresentano, infatti, il 12% dell'abbattimento complessivo attuale e per il 23% sono destinate all'industria del legno.
La produzione europea dei prodotti in legno, ovviamente legno prodotto nelle foreste europee, rappresenta - a livello mondiale - il 25% circa dei manufatti in legno e per il 30% di pannelli a base legno, carta e cartoni.
L'UE è divenuta una esportatrice di prodotti forestali espandendo le aree adibite a foresta.
SUPERFICIE FORESTALE EUROPEA. In Europa oltre 1.000 milioni di ettari di foreste sono distribuite in 44 paesi, il che equivale ad 1,42 ettari di foresta (più di due campi da calcio) pro capite.
Sebbene la Federazione Russa rappresenta l'80% di questa area forestale, la media Europea di manto forestale per paese è del 47%, mentre l'UE ha una copertura media di superficie forestale del 36%, per un totale di 149,5 milioni di ettari.
AUMENTO DELLE FORESTE IN EUROPA.Le foreste europee si stanno espandendo ad un tasso netto annuale di 510.000 ettari, con un volume totale di 20.000 milioni di metri cubi e producendo un quantitativo annuo di circa 200 milioni di metri cubi di legno destinato all'industria di prima lavorazione.
È stato stimato che nell'Europa dei 25, l'incremento netto annuo di foreste sia nell'ordine di 645 milioni di metri cubi. Solo il 64% dell'incremento netto annuale boschivo è soggetto a taglio, con un margine di crescita così elevato rispetto a quanto raccolto che le foreste di queste aree potrebbero essere soggette a minor vitalità e maggiormente esposte a danni provocati da insetti, malattie, temporali e danni provenienti da incendi.
TIPOLOGIE DELLE FORESTE. Il 70% delle foreste europee è di natura “semi-naturale” (a seguito di alcuni interventi da parte dell'uomo), mentre solo l'8% sono vere e proprie piantagioni che si trovano principalmente in paesi quali la Danimarca, Irlanda, Paesi Bassi, Portogallo e Regno Unito. Inoltre, vi sono più di 8 milioni di ettari di foresta non sfruttati dall'uomo, in paesi quali Svezia, Finlandia, Norvegia e in Slovacchia (Federazione Russa esclusa).
VARIETÀ.Considerando le differenti condizioni climatiche in Europa, le foreste si diversificano per necessità sociali ed abitudini di costume. Paesi come Austria, Germania e Polonia, sono caratterizzati da un livello relativamente alto di foreste di conifere mentre in paesi come la Repubblica Ceca, sono predominanti foreste caratterizzate da piante di diverse specie.
L'Europa ha anche una considerevole area boschiva ricoperta da diverse specie di latifoglie (o legno duro), non necessariamente infatti questo legname deve essere originario delle foreste (sub) tropicali.
Nei Paesi Nordici, per il tipo di clima, sono predominanti le foreste di conifere (o legno dolce).
PROPRIETÀ. Circa il 63% delle foreste presenti nell' UE è a conduzione familiare (9,2 milioni di proprietari) con una percentuale di controllo dell'area forestale pari a 13 ettari per famiglia. Il restante 37% è controllato da 5,5 milioni di Enti Pubblici.
La maggior parte delle foreste pubbliche e molte di quelle private sono liberamente accessibili, consentendo alle persone di godere della natura e dei prodotti naturali quali, funghi, bacche, miele e piante medicinali.
FUNZIONI. Le caratteristiche intrinseche delle foreste contribuiscono a valorizzare il paesaggio oltre che ad aiutare l'economia locale.
Ricordiamo solo alcune tra le svariate funzioni delle foreste quali il miglioramento e la conservazione dell'ambiente naturale, la salvaguardia della biodiversità, lo svago, l'immagazzinamento di anidride carbonica e la produzione di legno a fini industriali.
SOSTENIBILITÀ DELLE FORESTE EUROPEE
GESTIONE DELLE FORESTE. Senza una corretta gestione forestale non vi sarebbe un reale incremento di assorbimento del carbonio.
Le foreste lasciate al loro destino naturale, potrebbero raggiungere il massimo sviluppo in quei luoghi ove le caratteristiche ambientali permettono il massimo accumulo di biomassa fertile nel suolo. In tali condizioni crescerebbero solo quando gli alberi perirebbero per età, vento, smottamenti, malattia o incendi.
Gli alberi (morti o morenti) marcirebbero o brucerebbero rilasciando così la CO2 immagazzinata.
E' quindi di fondamentale importanza la raccolta degli alberi al raggiungimento della loro piena maturità in modo da consentire il trattenimento della maggior parte di carbonio all'interno dei prodotti in legno, oltre che di incentivare le industrie a ripiantare laddove è stato tagliato.
Il protocollo di Kyoto, in vigore dal febbraio 2005, ha messo a disposizione del settore forestale “crediti” per una gestione ambientale corretta nell'uso delle risorse forestali.
Attraverso lo sviluppo e lo scambio commerciale di questi “crediti” di carbonio, aumenterà la rilevanza del settore forestale nel contesto dell'economia globale.
Non dimentichiamo che Il settore forestale non solo fornisce materiale alternativo al greggio, ma anche una fonte sostenibile di bio-energia. Al momento i livelli di raccolta del legno nella UE sono molto al di sotto dei limiti di sostenibilità. L'energia da biomassa legnosa ha un forte potenziale per favorire e sostenere il futuro dell'economia globale.
RIMBOSCHIMENTO. L'industria Europea della lavorazione del legno ha ovviamente capito che il proprio futuro dipende dalla protezione e dall'espansione delle proprie foreste. Grazie anche a leggi sempre più efficaci, è assicurato un maggior numero di alberi piantati rispetto a quelli tagliati.
Tutti i paesi Europei dispongono di politiche di rimboschimento. Sebbene il numero di alberi piantati per ettaro varia a seconda delle specie, del luogo e del sistema di gestione adottato, questo sarà sempre più elevato rispetto al numero di piante abbattute. Infatti solo il 64% dell'incremento annuo delle foreste è soggetto a taglio e l'area adibita a foresta è in continua espansione.
VITALITÀ DELLE FORESTE. Nel 1999 si constatò che quasi 10,8 milioni di ettari di foresta nei Paesi Mediterranei erano stati danneggiati.
I fattori principali che causano lo stress alla vitalità delle foreste europee sono, solo per citarne alcuni, le sostanze inquinanti nell'aria, le estreme siccità, l'acidificazione del suolo delle aree adibite a foresta, i danni provocati da insetti e dalla selvaggina e gli eventi atmosferici catastrofici.
Una buona gestione delle foreste unitamente ad una legislazione internazionale mirata sono il solo modo per migliorare e mantenere sana la vitalità delle foreste.
ECONOMIA SOSTENIBILE E GESTIONE DELLE FORESTE. Gli Enti preposti all'amministrazione delle foreste in Europa stanno adottando metodi gestionali in grado di aumentare i processi naturali, capaci di produrre strutture forestali tali da essere appropriate all'ambiente, socialmente utili ed economicamente realizzabili.
In tutta Europa vengono attuati metodi di gestione e rigenerazione delle foreste fra loro differenti; ciò a causa della grande variabilità di circostanze sia storiche che demografiche, sia economiche che climatiche ed ecologiche, a partire da rigenerazioni su larga scala che si tramutano in monocolture uniformi di conifere o di varietà o persino di specie singole, fino a sistemi di selezione di foreste di piante di diversa specie.
LE FORESTE PROTETTE. L'Europa vanta vaste aree forestali protette: più di 1,6 milioni di foreste sono riserve forestali propriamente dette, mentre nell'Europa Settentrionale ed Occidentale ci sono vaste aree di foreste protette correttamente gestite per favorirne la biodiversità.
L'85-90% delle foreste europee contribuisce, oltre che agli scopi economici, anche a proteggere il suolo e l'acqua, ad espletare funzioni legate all'ecosistema: a proteggere la biodiversità, la qualità dell'aria, il cambiamento climatico e la stabilità della terra.
RICRESCITA DELLE FORESTE SOTTO CONTROLLO. II 66% delle foreste europee è reintegrato grazie ad un processo di rigenerazione naturale.
Tale processo risulta di primaria importanza in quanto contribuisce ad aumentare una flora ricca di specie aventi genotipo diverso, contribuendo inoltre ad un dinamismo ecologico e strutturale.
Questo metodo non risulta essere sempre possibile o appropriato e la rigenerazione naturale delle foreste viene spesso integrata, se non addirittura totalmente sostituita dal rimboschimento.
Il 30% della rigenerazione delle foreste in Europa avviene grazie al rimboschimento o alla semina e poco più dell'1% tramite ceduazione.
SPECIE DI ALBERI AUTOCTONI. In molte foreste Europee si è verificata l'introduzione di specie non native del luogo.
Con l'accresciuta implementazione della gestione integrata delle foreste, progettata per rispettare gli ecosistemi naturali, queste specie, talvolta invasive e dilaganti, vengono progressivamente eliminate a favore di specie autoctone.
DIRETTIVE EUROPEE.Dopo la conferenza dell'ambiente tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992, i programmi di base internazionali e regionali definiti al proprio interno, accettarono le linee guida per la gestione delle foreste secondo i principi dell'economia sostenibile. Al momento, l'Ente ufficiale europeo incaricato della gestione e della protezione delle foreste (secondo i principi dell'economia sostenibile in Europa) è il Ministero sulle Conferenze per la protezione delle Foreste in Europa (MCPFE).